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Amo l’atletica perché è poesia. Se la notte sogno, sogno di essere un
maratoneta
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(E. Montale) .
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Durante uno sforzo fisico le pulsazioni del cuore aumentano per garantire un maggiore apporto di sangue ai muscoli. Tanto più lo sforzo è intenso, tanto più le pulsazioni salgono. Tuttavia, com'è logico pensare, esiste un limite oltre al quale la frequenza cardiaca non può subire ulteriori incrementi. Grazie al test Conconi è possibile studiare la sottile relazione che lega frequenza cardiaca ed intensità dello sforzo. Durante i suoi studi il professor Conconi notò che tale relazione era lineare fino ad un certo punto oltre al quale l'aumento di intensità dello sforzo oltrepassava l'incremento della frequenza cardiaca. In questa zona Conconi individuò la Soglia anaerobica che corrisponde al punto in cui il meccanismo anaerobico lattacido viene attivato in modo importante.E' sbagliato affermare che in corrispondenza della soglia il meccanismo aerobico si esaurisce o termina, così come è sbagliato affermare che raggiunge il suo massimo livello di attivazione. Il "Test Di Conconi" ideato del prof. Conconi ha quindi consentito una più precisa programmazione dei carichi di lavoro e delle velocità da svolgere in allenamento negli sport di resistenza. Il test fornisce la possibilità di valutare la soglia anaerobica e la velocità di corsa in cui un atleta inizia a produrre energia con il meccanismo anaerobico. Esso si ottiene riportando su un grafico lla velocità di corsa e la frequenza cardiaca rilevata ad intervalli regolari. Il test, in genere, viene effettuato in pista, su distanze dai tre ai quattro km, correndo a velocità crescente e rilevando i valori della frequenza ed il tempo parziale impiegato ogni 200m. Una volta effettuato il test bisognerà trasformare il tempo impiegato in km/h o in m/s e mettere i valori in un grafico con le rispettive frequenze rilevate. L'analisi del grafico mostra che la frequenza cesserà di salire linearmente ad una certa velocità. Quel punto rappresenta la soglia anaerobica dell'atleta, in cui l'organismo inizia ad avere una concentrazione di lattato nel sangue superiore ai 4mM/l. Da questo valore, si andrà ad impostare un programma d'allenamento, con lavori inferiori o superiori a tale soglia a seconda del meccanismo energetico che vorremmo allenare. Non bisogna confondere, in ogni caso, la soglia anaerobica da quella aerobica che corrisponde ad una concentrazione di lattato nel sangue di circa 2mM/l. Molti amatori ritengono allenante il cosiddetto "fondo lento" svolto vicino la soglia aerobica. In realtà, questo lavoro può andar bene per un principiante alle prime armi, in cui si ottiene un primo adattamento a livello cardiocircolatorio, ma non produce lo stesso risultato in atleti già allenati che hanno bisogno di stimoli maggiori e che utilizzano il "fondo lento" come mezzo defaticante o in caso di recuperi "attivi". È chiaro che la velocità di corsa di un atleta sarà diversa, a seconda se si voglia allenare la resistenza aerobica o la potenza aerobica in cui bisogna allenarsi su valori prossimi o superiori la soglia anaerobica.
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Calcolo |
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Per calcolare la velocità in Km orari basterà effettuare una piccola formula data da un numero fisso diviso il tempo in secondi.
Se la distanza è di duecento metri occorrerà effettuare 720 : (t") dove 720 è il numero fisso mentre (t") rappresenta la velocità espressa in secondi.
Non è necessariamente obbligatorio effettuare il test in pista o su circuiti di esattamente 400m, infatti, con un po' d'accorgimenti si può effettuare il test anche in un circuito in cui siano chiare esattamente le distanze.
Se ad esempio si dispone di un circuito di 670 m. bisognerà segnare il circuito ogni 200m, quindi effettuare la consueta formula, 720 : (t"), per i primi tre tratti mentre per il tratto di 170m occorrerà ricavare il numero fisso dalla formula: 3,6X (m). Dove 3,6 è un numero fisso e m. sono i metri misurati. Nel caso specifico (3,6X170) il cui risultato darà il numero fisso che dovrà essere diviso per i secondi. Se volete effettuare il test con in grafico i metri al secondo (m/s) dovete dividere la velocità in Km/h con 3,6. |
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